mercoledì 26 luglio 2017

14 gennaio 2013 è la data in cui scrissi questo articolo

Da rileggere a distanza di 4 anni e sette mesi

Nel 2008, durante la mia contrastata militanza in Idv, ci furono ben chiare avvisaglie di quello che sarebbe diventato, ai giorno nostri, un autentico fenomeno popolare.
In quel tempo, l’idv accolse al suo interno, i “grillini” (si chiamavano così), ed io a latere, ebbi modo di capire il metodo
adottato da Grillo e Gianroberto Casaleggio ed i dissapori di cui molti dei loro militanti mi esponevano.
I casi “Favia” o “Salsi” erano, già nel 2008, per me, fatti conosciuti. Cose che erano state già vissute da altri militanti molto vicini a Grillo, che, abbandonarono il nascente movimento Grillo per i suoi continui diktat.
Il metodo Grillo-Casaleggio, lo conoscevo per la sua applicazione virtuale al sito Idv, infatti, Di Pietro si affidò nelle mani della stessa società Casaleggio Associati, per potenziare la sua immagine.
Anche allora mi scontrai con Tonino poiché ritenevo che, un partito dovesse applicare e dimostrare con i fatti i pensieri in cui credeva e per cui si “batteva”, e non affidarsi solamente a chi crea un’immagine da vendere, limitandosi, dunque, all’apparenza.
Ancora una volta i miei avvertimenti caddero nel vuoto.

Monia LUSTRI

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